Una Commissione per lo Statuto e il Regolamento dell’Ordine

Un salto di qualità organizzativo. Il presidente dell’Ordine regionale della Lombardia, Riccardo Sorrentino, raccogliendo e sintetizzando le posizioni diverse emerse nel Consiglio sulla struttura dell’ente, proporrà nella prossima riunione l’istituzione di una Commissione di studio a composizione paritetica di consiglieri in modo da assicurare pari rappresentanza alle diverse posizioni emerse. 

La Commissione avrà il compito di ricostruire preliminarmente il quadro giuridico applicabile, anche attraverso l’esame degli statuti e dei regolamenti adottati da altri Ordini e collegi professionali, dei pareri già richiesti al Consiglio nazionale e degli ulteriori approfondimenti che risultassero necessari.

Su questa base, la Commissione sarà chiamata a lavorare su due strumenti distinti.

Il primo è una proposta di Statuto dell’Ordine della Lombardia, destinata a integrare, negli spazi consentiti dall’ordinamento, la disciplina già prevista dalla legge istitutiva e dalle altre fonti applicabili e da sottoporre, per la sua eventuale approvazione, all’Assemblea degli iscritti. 

Il secondo è un Regolamento per il funzionamento interno del Consiglio, destinato a disciplinare gli aspetti organizzativi e procedurali che rientrano nella competenza dell’organo consiliare.

I temi emersi nel confronto tra i consiglieri sono numerosi e rilevanti. 

Lo Statuto potrà essere chiamato a chiarire innanzitutto l’assetto dei rapporti tra gli organi e le cariche istituzionali dell’Ordine, a partire dal ruolo del presidente. La sua elezione avviene all’interno del Consiglio, in un sistema elettorale che non prevede liste formali e consente agli iscritti di esprimere preferenze individuali anche trasversali. Occorre quindi chiarire il rapporto tra la sua legittimazione consiliare, le attribuzioni che la legge gli riconosce e la funzione di garanzia del regolare funzionamento dell’ente. Altri approfondimenti riguardano le competenze del vicepresidente, del segretario e del tesoriere. Dovranno inoltre trovare disciplina, nei limiti delle competenze già definite dalla legge, i principi di organizzazione dell’Ordine, i rapporti tra Assemblea, Consiglio e cariche istituzionali, le funzioni di rappresentanza e garanzia, i criteri generali di trasparenza, partecipazione e informazione degli iscritti, nonché gli eventuali strumenti consultivi e le commissioni.

Il Regolamento dovrà chiarire il diritto dei consiglieri di presentare proposte e richiederne la trattazione; la documentazione preventiva; gli emendamenti e le mozioni; la disciplina della discussione; le questioni pregiudiziali e procedurali; la modalità e l’ordine delle votazioni; le modalità di dichiarazione e gestione delle situazioni di conflitto di interesse, nel rispetto della normativa vigente; la verbalizzazione; eventuali commissioni istruttorie; sedute urgenti o a distanza, ove consentite.

Particolare attenzione potrà essere dedicata alle regole che consentano di conciliare i diritti della maggioranza, quelli delle minoranze e dei singoli consiglieri con l’esigenza di assicurare continuità e regolare funzionamento dell’ente.

Sono questioni sulle quali la normativa vigente non offre sempre una disciplina di dettaglio e che meritano quindi di essere affrontate in modo organico, distinguendo con precisione ciò che è stabilito dalla legge, ciò che può essere disciplinato dallo Statuto e ciò che appartiene al regolamento interno del Consiglio.

L’obiettivo della Commissione sarà predisporre, entro un termine definito, proposte chiare e giuridicamente solide da sottoporre agli organi rispettivamente competenti, offrendo al tempo stesso un lavoro che possa risultare utile anche ad altri Ordini territoriali.

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