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Misure alternative e di continuità

Secondo il rapporto Antigone, al 15 marzo 2025 erano 141.539 i soggetti in carico agli Uffici di esecuzione penale esterna (UEPE), che si occupano dell’esecuzione fuori dal carcere delle pene e delle misure alternative alla detenzione. L’89,1% erano uomini e il restante 10,9% donne. In undici anni, da quando venne introdotta la legge 67/2014, il numero di persone in carico al UEPE per l’esecuzione di una qualche misura è più che triplicato, passando da 31.865 a 97.009, e questo in particolare grazie all’enorme crescita della Messa alla prova, che all’inizio del periodo considerato (il 2014, ndr) era ancora quasi inesistente e che oggi coinvolge più di 25.000 persone. «Ma anche grazie alla costante e per certi aspetti inaspettata crescita dell’Affidamento in prova al servizio sociale, una misura alternativa alla detenzione che si può applicare a varie tipologie di condannati ma che in generale si caratterizza per essere la meno contenitiva tra le misure alternative, per la sua notevole flessibilità, che consente al magistrato di riempirla di contenuti ritagliati esattamente sulle necessità del condannato».

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