No a priorità massiva, vaccinare subito solo chi è a rischio effettivo

Una richiesta di vaccinazione prioritaria e massiva per i 24 mila iscritti all’Ordine dei giornalisti della Lombardia, secondo i consiglieri dell’Ordine lombardo, oltre che inopportuna e insensata apparirebbe non giustificabile davanti a un’opinione pubblica oggettivamente provata da un anno di sofferenze personali, familiari, economiche e, soprattutto, sanitarie. Il Consiglio dell’Ordine della Lombardia in merito alla questione “vaccini ai giornalisti” ritiene invece che sia prioritario garantire condizioni di lavoro in piena sicurezza per le colleghe e i colleghi che quotidianamente sono esposti a elevato rischio di contagio nello svolgimento delle proprie mansioni e si attiverà nei prossimi giorni per definire modalità e regole per l’eventuale accesso prioritario alla vaccinazione. Per tutti gli altri impegnati nel lavoro di redazione, o da remoto o in condizioni di minore ed occasionale esposizione – che rappresentano la grande maggioranza degli iscritti – il Consiglio non ravvisa ragioni per cercare di scavalcare la graduatoria delle priorità individuata dall’autorita’ sanitaria, graduatoria che tiene in considerazione l’effettivo e grave rischio legato a una pluralità di fattori (anagrafici, sanitari, socio-lavorativi).